Mobile-first: perché il tuo sito deve essere pensato per il telefono
Il 70% dei tuoi visitatori arriva da smartphone. Eppure molti siti italiani sono ancora pensati per il desktop. È un errore costoso.
Apri Google Analytics e guarda da dove arrivano i tuoi visitatori. Probabilmente il 65–75% arriva da smartphone. Eppure tanti siti italiani sono ancora pensati come se fossero gli anni Duemila: testi giganti per monitor 27 pollici, menu impossibili da cliccare sul telefono, foto enormi che bloccano il caricamento.
Cosa significa "mobile-first"
Mobile-first non vuol dire "il sito si vede anche da telefono". Significa **progettare prima per il telefono**, e poi adattare al desktop. È un cambio di prospettiva radicale: invece di stipare tutto in una pagina larga, devi scegliere cosa è davvero essenziale.
I tre principi che applichiamo
**1. Una cosa per schermata.** Su mobile l'utente vede una porzione di pagina alla volta. Quella porzione deve avere uno scopo chiaro: leggere, cliccare, prenotare. Non tutti e tre insieme.
**2. Bottoni grandi e ben distanziati.** Il dito non è un cursore preciso. Bottoni almeno 44×44 pixel, con spazio tra uno e l'altro. Niente link minuscoli appiccicati.
**3. Pensa con il pollice.** Le azioni importanti devono stare in basso, dove il pollice arriva naturalmente. Il "torna su" in alto a destra è un anti-pattern.
Cosa Google premia
Dal 2021 Google indicizza i siti in modalità "mobile-first": guarda prima la versione mobile per decidere il ranking. Se il tuo sito mobile è povero, perdi posizioni anche da desktop.
Test pratico
Apri il tuo sito sul telefono e prova a fare l'azione più importante: prenotare, chiamare, comprare. Conta i click necessari. Se sono più di 2, c'è un problema.
Cosa cambiamo noi
Ogni sito unclick parte dal design mobile. Lo testiamo su iPhone, Android, schermi piccoli e grandi. Solo quando funziona benissimo sul telefono lo adattiamo al desktop. Risultato: percentuali di conversione su mobile uguali o superiori al desktop.