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Core Web Vitals: cosa sono e perché Google ti penalizza se sono lenti

Da anni Google misura velocità, stabilità e reattività del tuo sito. Se non superi i benchmark, perdi posizioni. Ecco come stare in regola.

Da qualche anno Google ha smesso di guardare solo i contenuti e ha iniziato a misurare anche la tua **esperienza utente**. Lo fa con tre metriche tecniche chiamate Core Web Vitals. Se il tuo sito non le rispetta, scivoli più in basso nei risultati.

Le tre metriche

**LCP — Largest Contentful Paint.** Il tempo che ci mette l'elemento principale della pagina (di solito la foto o il titolone della hero) ad apparire. Obiettivo: sotto i 2.5 secondi.

**INP — Interaction to Next Paint.** Quanto è reattivo il sito quando clicchi un bottone o apri un menu. Obiettivo: sotto i 200 millisecondi.

**CLS — Cumulative Layout Shift.** Quanto il contenuto "salta" mentre la pagina carica. Tipo quando stai per cliccare un bottone e di colpo la pagina si sposta perché è arrivata una pubblicità. Obiettivo: sotto 0.1.

Perché contano davvero

Google considera questi numeri come **segnali di ranking**. Due siti uguali per contenuti, ma uno veloce e uno lento: Google premia il veloce. E gli utenti pure — il 53% abbandona un sito che ci mette più di 3 secondi a caricare.

Le cause più comuni dei problemi

Immagini non ottimizzate (le foto da reflex caricate intere), JavaScript che blocca il rendering, font caricati male, hosting lento, pubblicità che invadono il layout.

Come si misurano

Google PageSpeed Insights (gratuito) ti dà un punteggio da 0 a 100 e ti dice esattamente cosa migliorare. Puntiamo sempre ad avere i nostri siti sopra il 90.

Cosa facciamo noi

Ogni sito unclick è costruito con Next.js, immagini compresse automaticamente in WebP, CDN globale, font self-hosted. Risultato: caricamenti sotto i 2 secondi e Core Web Vitals tutti in verde, fin dal primo giorno.

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