Tre generazioni di una famiglia fiorentina che cucina come si cucinava una volta. Pasta tirata a mano ogni mattina alle sei. Sughi che cuociono per ore.
Tutto cominciò nel 1972 quando nonna Maria, vedova di guerra con tre figli da crescere, decise di trasformare la cucina di casa in una piccola trattoria di quartiere. Le ricette erano quelle della sua famiglia, contadina del Mugello da generazioni.
Si cominciò con sei tavoli, tovaglie a quadri rossi, e un menu scritto a mano sulla lavagna che ancora oggi sta vicino alla cassa.
Oggi la trattoria è gestita da Marco, nipote di Maria, che ha imparato a cucinare guardando la nonna lavorare nelle ferie scolastiche. Sua moglie Giulia cura la sala, e Pietro — figlio di Maria — è ancora qui ogni sera a 78 anni, controlla che tutto vada come deve.
«Mia nonna diceva che la cucina è una forma di amore. E che chi cucina per gli altri sta facendo il mestiere più nobile del mondo.»
Le ricette sono rimaste le stesse. La pasta si tira ancora a mano alle sei del mattino. Il sugo del cinghiale cuoce ancora quattro ore. La bistecca arriva ancora dallo stesso allevamento di Chianina del Casentino con cui la nonna aveva fatto patto cinquant'anni fa.
Le novità? Solo il sito web e la prenotazione online. Il resto è esattamente come era.
Quando entri qui, non sei un cliente. Sei un ospite. E noi cuciniamo come se fossi a casa nostra.
Domenica chiuso. Pranzo 12:00–14:30 · Cena 19:30–23:00. Si consiglia la prenotazione, specialmente nel weekend.